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: Angelo Savoia

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Il settore agricolo apollosano attraverso i dai del IV e V Censimento generale dell'agricoltura - Apollosa notizie storia

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Il territorio di Apollosa (BN) ricade nel foglio I.G.M. n.173 Tav.NORD-EST III  e trovasi nel bacino del Calore.
L’orientamento prevalente è secondo le direttrici NNW-SSE, mantenendo un andamento, pressoché, parallelo alle strutture appenniniche del Taburno e del Partenio.
La particolare natura geologica dei terreni ed una certa regolarità nella distribuzione delle dislocazioni tettoniche hanno determinato l’incisione di valli nella stessa direzione (Torrente Serretelle e Lossauro).
L’andamento morfologico della zona è quanto mai vario e legato ai tipi di terreno esistenti ed al loro assetto stratigrafico-strutturale.
Infatti, laddove affiorano termini a prevalente componente argillosa, si sono  osservati intensi fenomeni erosivi e franosi.
Il Torrente Serretelle rappresenta la quota più bassa dell’intero tenimento del Comune con 160
m.s.l.m. nel tratto di confine con il Comune di Ceppaloni e San Leucio del Sannio, mentre a sud- ovest dell’abitato, verso il confine con il Comune di Montesarchio e Roccabascerana (C/da Izzi), la quota raggiunge i 200 m.s.l.m., a nord-est si raffigura lo spartiacque con i confini dei Comuni di Benevento e Castelpoto con

con un’altitudine a Toppo Pallotta di 438 m.s.l.m. e quota di 650 m.s.l.m. a Monte Mauro al confine nord-ovest con Campoli del Monte Taburno e Montesarchio.
Il territorio può essere definito di  media collina, caratterizzato da profili morbidi nelle aree di affioramento dei terreni argillosi e da pendii più scoscesi e da forre nelle zone a prevalenza argillosa.

L’idrografia superficiale è abbastanza sviluppata e comprende vari corsi d’acqua o canali, affluenti il torrente Serretelle e Lossauro che si versano rispettivamente nel fiume Sabato e Calore. La rete idrografica è rappresentata dai canali o valloni denominati: Palenferno e Pozzuto.
Questi corsi d’acqua operano una intensa  azione erosiva sui versanti e rendono il paesaggio variamente modellato ed acclive.
Le caratteristiche degli impluvi presenti sono quelle dei sistemi drenanti impostati su materiali più o meno erodibili, con incisioni ben definite e senza improvvise variazioni di direzione.
I citati rivoli, comunque, posseggono regime torrentizio con apporti idrici solo nei periodi piovosi che sono concentrati massimamente nei mesi autunnali ed invernali. Il carattere torrentizio di questi corsi d’acqua, è da imputarsi alla presenza nei bacini imbriferi di litotipi impermeabili o a scarsa permeabilità e quindi alla mancanza di sorgenti di portata elevata e costante.
Le acque meteoriche, inoltre, alimentano anche le numerose falde idriche, situate a varie profondità, nell’intero territorio Comunale.

Col rilevamento geologico di superficie si è potuto accertare che la geologia della zona è definita dalla presenza di affioramenti a litologia variabile di età Miocene, Cretaceo, Paleogene.
I sedimenti miocenici, di origine marina, sono caratterizzati, in prevalenza, da affioramenti dell’Unità delle molase e sabbie argillose e nel settore S-W del centro abitato, con minore estensione, dell’Unità delle arenarie quarzose, sabbie e sabbie argillose.
I sedimenti del Cretaceo e Paleogenico, affiorano ancora più ad occidente e sono rappresentati dal Complesso Indifferenziato. Esso è costituito da argille marne, prevalentemente siltose, grigie e varicolori, frammiste a complessi di strati calcarei, calcareo-marnosi e calcarenitici.
Lo stato giaciturale dei vari sedimenti ne evidenzia le trascorse vicissitudini geologiche. Infatti, la tettonica traslativa miocenica e quella surretiva pliocenica, hanno

permesso il raggiungimento delle attuali strutture morfologiche e geotettoniche che tuttora manifestano fenomeni evolutivi in atto, quali: propensione al dissesto, sismicità, ecc.
L’inquadramento geologico ci permette di passare con immediatezza alla classificazione dei terreni in base a criteri granulometrici utili ai fini agricoli.
L’area in esame presenta una prevalenza di terreni argillo-sabbioso-argillosi su terreni arenaceo- argillosi ed in minore estensione di quelli calcareo-sabbio-argillosi. Limitate pianure di origine alluvionale con terreni ciottoli-sabbiosi e limo-argillosi.
Dal punto di vista agro-pedologico è da rilevare che i terreni dell’agro di Apollosa rispecchiano, nella generalità, i caratteri derivanti sia dalla natura dei complessi litologici, di cui si è descritto in precedenza e da cui hanno avuto origine, sia dagli eventi più specificatamente legati a fenomeni climatici ed orografici.
In particolare il carattere emergente ed unificante, dei vari terreni presenti nella zona, è la presenza di particelle appartenenti alle frazioni più piccole che interessano gli strati superficiali e profondi dei suoli.
In alcune contrade quali: Buonanotte, Castillone, Parmenta, Sanciniti si rileva nell’argilla una diffusa presenza di ciottoli e di massi calcarei talvolta affioranti.
La natura prevalentemente argillosa dei terreni porta a riflessi sulle caratteristiche fisiche degli stessi determinando una innumerevole e concatenata serie di inconvenienti.
Infatti, i terreni, sotto l’aspetto della lavorabilità, si manifestano per lo più tenaci, richiedendo l’uso di trattrici di media potenza per l’aratura; sono impraticabili nel periodo delle piogge e tendono a spaccarsi nel periodo di secca. Presentano una struttura alquanto chiusa che impedisce un regolare assorbimento delle acque piovane, determinando un ruscellamento superficiale. Sono in generale soggetti a fenomeni dinamici per lo slittamento tangenziale di strati tra loro incoerenti.

L’agricoltura, nel Comune di Apollosa, ha sempre esercitato un ruolo determinante nell’economia, pur essendo un’agricoltura di sussistenza, destinata essenzialmente all’autoconsumo delle classi agricole, caratterizzata da condizioni particolarmente sfavorevoli per tecniche produttive, produttività, esigenze di lavoro e livelli di redditi conseguibili dagli addetti.
In altri termini, si tratta di un’agricoltura povera, incapace di assicurare, a meno di una profonda ristrutturazione, un sostanziale contributo allo sviluppo economico generale.
Un elemento importantissimo ed indicativo di una situazione di disagio che si è determinato nel Comune, è quello dato dallo spopolamento e dall’abbandono.
Nel solo quinquennio 1986-90 si è verificata, nel Comune, una diminuzione degli attivi agricoli sugli attivi totali del –3,25%, cioè si è passati dal 34,68% al 31,43%.
Da quanto detto, è evidente che i dati statistici ufficiali relativi alle attività economiche primarie sono molto scarsi,ma sicuramente assorbono la maggior parte delle forze di lavoro.
Insufficienti, infatti, sono i dati riportati dal Catasto Rurale che oltre a riferirsi ad un periodo ormai lontano e rispetto al quale sono intervenute variazioni spesso sensibili nella distribuzione delle colture e nella produttività, non sono suddivisi per regione altimetrica, cosicché non è possibile risalire dai dati globali delle colture e delle produzioni e dai dati medi di produttività a valori attendibili relativi alle singole zone altimetriche, che, per contro caratterizzano fortemente il territorio di Apollosa.
Pertanto i dati di seguito riportati sono stati ricavati dal computo sulla carta aereofotogrammetrica a scala 1:5000 e dalle conoscenze personali dirette della zona.
Come elementi di confronto si riportano i dati desunti dal 4° Censimento dell’agricoltura 1990 e 5° Censimento 2000.
Secondo i dati del 5° Censimento dell’agricoltura del 2000 il territorio agricolo del Comune di Apollosa è così ripartito:

L’indice di appoderamento del territorio di Apollosa è consequenziale al frazionamento dello stesso ed è da ritenersi alquanto alto, tenendo conto dell’esistenza di 298 aziende censite nel 2000, su una superficie di ha. 668.29.00. Le aziende per la maggior parte sono a conduzione diretta del coltivatore. Quelle più estese impiegano anche manodopera avventizia ad integrazione di quella familiare. Alcune aziende sono condotte in affitto, per lo più risultano rilevate da proprietari addetti ad attività terziarie o emigrati: La mezzadria ed altre forme di compartecipazione sono quasi del tutto assenti.
Le caratteristiche delle aziende sono riassunte nelle tabelle che seguono. I dati sono quelli desunti dal 4° Censimento dell’agricoltura del 1990 e da indagine diretta.

L’agro di Apollosa si estende per una superficie di 2101.18.36 Ha (Catasto terreni) diviso in 22 fogli mappali con un numero di particelle attive di 8.138 e non attive di 2740 per un totale di 10.357.
Il numero alto di particelle indica un elevato frazionamento che presuppone, come in effetti è in realtà, una promiscuità di colture realizzate dai piccoli proprietari per le proprie esigenze familiari e non in un ottica di economia aziendale.
Infatti nel tenimento in parola, è improprio parlare di aziende, perché come tale sono da considerarsi al massimo 8 in tutto il territorio (Tab. 1.2).
Al fine di integrare gli scarsi dati ufficiali (U.T.E.) e non fedeli alla realtà si è proceduto a redigere una “carta di utilizzazione del suolo” (allegato n.2) dove si indica, in modo evidente, le varie colture praticate allo stato attuale.
Sulla carta sono state misurate le varie superficie occupate dalle colture principali e ne sono risultati i dati di seguito riportati nella tabella n.2 e messi a confronto con i dati catastali.

Dai dati numerici, così ricavati, risulta che attualmente i 2091 Ha del territorio di Apollosa sono utilizzati per l’82,50% per superficie agraria di cui la maggior parte a seminativo arborato, seguono le legnose agrarie e il bosco.
Dal confronto tra i dati catastali e la situazione attuale reale si evince che vi è stata una diminuzione del 37,89% del seminativo semplice a vantaggio del seminativo erborato e delle legnose agrarie.
Risulta infatti, dall’analisi del confronto un aumento del 13,08% di superficie investita a seminativo arborato, del 19,71% di superficie investita a legnose agrarie, determinato da un’opera di trasformazione voluta al fine di soddisfare le esigenze di mercato.
Un ulteriore aumento risalta dalla lettura dei dati comparati, ed è quello degli incolti e tare 1,78%; detto aumento va computato nelle superfici occupati dai nuovi fabbricati urbani, rurali, strade urbane e rurali, nonché zonette di terreno completamente travolte dal dissesto idrogeologico.
Un aumento del bosco del 5,86%, prevalentemente di specie non pregiate, è dovuto ad una trasformazione naturale del pascolo cespugliato non come opera voluta, in particolare nei terreni poco adatti alla coltivazione. Da qualche anno, alcuni imprenditori, con i contributi del regolamento
C.E.E. n.2080/92 stanno impiantando essenze per la produzione di legno pregiato (noce, ciliegio, ecc).



Sulla scorta dei dati precedentemente riportati è possibile stimare il valore lordo annuo complessivo delle produzioni agrarie e forestali per il territorio di Apollosa, riferito alle produttività del triennio 1998-2000.
Secondo il metodo correntemente usato a tal fine, nell’impossibilità di accertare direttamente le quantità prodotte, queste vengono ottenute moltiplicando le singole superfici adibite alle varie coltivazioni per i rendimenti medi unitari, accertati, in sede di indagini condotte dallo scrivente, in base a saggi; si moltiplicano quindi le produzioni così ottenute per il prezzo medio realmente praticati interi franco azienda, ottenendo il valore complessivo di tutta la produzione vendibile agraria e forestale.
Le successive tabelle sintetizzano i calcoli economici effettuati, previa, valutazione di tutti gli elementi utili quali: ordinamento produttivo, stima della P.L.V., calcolo del prodotto netto.

Su una superficie territoriale di 2091 Ha si è calcolato che la superficie agricolo-forestale occupa il 91,72% circa, pari ad Ha 1918.81.00 suddivisa come segue:

Note:
S.A.F.: superficie agricola-forestale;
Coltivazioni %: percentuale delle superfici delle coltivazioni rispetto alla coltura.

Dalla suddetta  tabella  si evince che i seminativi e seminativi erborati occupano la maggiore superficie con il 67,44% della S.A.U. e i cereali rappresentano la maggiore coltivazione, le foraggere avvicendate seguono, insieme al mais e tabacco, mentre le altre colture sono presenti con trascurabili estensioni.
Per quanto riguarda i cereali, del grano si preferiscono le varietà dure alle tenere.
Tra le foraggere avvicendate i prati di leguminose sono abbastanza diffusi, con prevalenza di sulla e lupinella.
Gli erbai sono coltivati di quelli misti di avena e fava.
Nelle sarchiate si usa il mais e in piccole zone il tabacco e pomodoro (zona a seminativi irrigui).
Le colture arboree sono, essenzialmente, rappresentate dalla vite e dall’olivo, incidono per il 22,50% sulla S.A.U.; tali colture sono in prevalenza localizzate nei pressi del centro urbano nella zona più bassa ed in genere sono consociate tra loro c con piante fruttifere.
I boschi, che pur un tempo dovevano coprire superficie molto più vaste, attualmente presentano una estensione solo del 10,05%, con ubicazioni di piccole estensioni sparse e lungo il corso di torrenti e canali.
Nell’agro da una ventina di anni sono state riforestate alcune zone in precedenza pascoli o boschi quercini, con conifere per una estensione di circa 13 Ha, pari allo 0,67% dell’intera superficie utilizzata.
I pascoli, una volta molto consistenti, sono quasi del tutto scomparsi.
L’analisi dello stato attuale delle coltivazioni e delle produzioni agricole, conduce ad una stima della produzione lorda vendibile nell’agro di Apollosa di circa £.5.104.660.000 a prezzi medi del triennio 1998-2000.
Nel calcolo della p.l.v. non si è tenuto presente la produzione degli allevamenti zootecnici, poiché molto limitata ed i prodotti vengono utilizzati quasi esclusivamente dalla famiglia coltivatrice.



Eseguito il computo della p.l.v., si potrebbe accertare l’ammontare del prodotto netto in base a stime delle spese, da condurre con il metodo del campione su alcune aziende tipo; ai fini del presente studio, però, ci limiteremo ad applicare alla p.l.v. computata, la percentuale media di spese calcolate dall’U.T.E. e dall’I.S.T.A.T. per l’anno 2000, che risulta essere del 45% della p.l.v.
Pertanto il prodotto netto agricolo-forestale sarà:
P.L.V.A.F.x Ha – 45% = 1.612.230 £./Ha
Per individuare le zone: scarsamente produttive, mediamente produttive e altamente produttive, si reputa opportuno calcolare la produzione lorda vendibile per tipo di coltura e il loro prodotto netto.

Dal calcolo del prodotto netto è risultato che le legnose agrarie determinano sull’intero territorio interessato la maggiore o minore produttività di una zona e pertanto dalla “carta dell’utilizzazione del suolo” si possono determinare le zone: SCARSAMENTE PRODUTTIVE, MEDIAMENTE PRODUTTIVE ed ALTAMENTE PRODUTTIVE, con la presenza nel foglio di una maggiore prevalenza delle legnose agrarie o meno.
Da ciò si avrà:

SCARSAMENTE PRODUTTIVI
- Foglio n. 1 prevalenza: seminativo semplice, incolto e tare;
- Foglio n. 2 prevalenza: seminativo semplice, bosco e incolto;
- Foglio n. 3 prevalenza: incolto, seminativo arborato e legnose agrarie.


MEDIAMENTE PRODUTTIVI
- Foglio n. 4 prevalenza: seminativo arborato, incolti e tare;
- Foglio n. 5 prevalenza: seminativo arborato, legnose agrarie, boschi, incolti e tare;
- Foglio n. 6 prevalenza: seminativo arborato, legnose agrarie, boschi, incolti e tare;
- Foglio n. 7 prevalenza: seminativo arborato, legnose agrarie, boschi, incolti e tare;
- Foglio n. 8 prevalenza: seminativo arborato, legnose agrarie, boschi, incolti e tare;
- Foglio n. 9 prevalenza: seminativo arborato, legnose agrarie, boschi, incolti e tare;
- Foglio n.10 prevalenza: seminativo arborato, boschi, seminativo irriguo, incolti e tare;
- Foglio n.11 prevalenza: seminativo arborato e legnose agrarie;
- Foglio n.12 prevalenza: legnose agrarie, incolti e tare (centro abitato);
- Foglio n.13 prevalenza: legnose agrarie, incolti e tare (centro abitato);
- Foglio n.16 prevalenza: seminativo arborato e legnose agrarie;
- Foglio n.17 prevalenza: seminativo arborato e legnose agrarie;
- Foglio n.18 prevalenza: legnose agrarie e incolti e tare;
- Foglio n.22 prevalenza: seminativo arborato e legnose agrarie.


ALTAMENTE PRODUTTIVI
- Foglio n.14 prevalenza: seminativo arborato, legnose agrarie e seminativo irriguo;
- Foglio n.15 prevalenza: seminativo semplice, seminativo irriguo e seminativo arborato;
- Foglio n.19 prevalenza: legnose agrarie, seminativo e seminativo irriguo;
- Foglio n.21 prevalenza: seminativo arborato, legnose agrarie e seminativo irriguo.

CONCLUSIONI
Gli interventi da pianificare su tutto il territorio del Comune di Apollosa dovranno essere correlati con riconversioni colturali di maggior pregio e con metodologie produttive in grado di soddisfare le più esigenti richieste di mercato, evitando comunque, l’eccessiva polverizzazione del territorio aziendale.
Le prospettive di sviluppo dovranno comunque consentire a tutte le aziende suscettibili di miglioramento, di utilizzare con massimo profitto la potenzialità dei terreni.
Infine tra gli obbiettivi di sviluppo si deve cercare di coniugare la salvaguardia del territorio con la tutela dell’assetto produttivo dell’azienda agricola, che meglio rispondono alle caratteristiche intrinseche dell’ambiente.
Nell’interesse più generale, quindi, bisogna anche mirare alla tutela di quel bene indispensabile, non riproducibile, che è l’ambiente, ed alla conservazione del paesaggio agrario in connessione con la produttività.

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